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  • Benvenuti!

    Benvenuti!

    Questo sito vuol far conoscere l’uomo, ma soprattutto l’artista Augusto Ponti, in arte Caputo, perpetuandone la memoria, come e per quanto possibile.

    In tanti, fra i numerosi visitatori della prima mostra allestita a Cervia a poco più di un anno dalla scomparsa, hanno suggerito l’idea di un’esposizione “permanente” e sempre più completa del patrimonio artistico di Caputo, affinché tutti possano apprezzarlo ed “entrare” nell’intima sensibilità che caratterizza ogni opera.

    Per questo si spera che il fascino delle figure quasi impresse su legno o altro materiale e i colori delle nature morte e dei paesaggi possano coinvolgervi e regalarvi emozioni.

    Grazie dell’attenzione e… buona navigazione

    COPYRIGHT © GIOVANNA PIRINI 2022
    Tutte le riproduzioni delle opere pubblicate all’interno del sito, laddove non diversamente specificato, sono da intendersi protette da copyright. E’ vietata la copia anche parziale senza autorizzazione.


  • Online il catalogo della mostra “Caputo arte e libertà”

    Online il catalogo della mostra “Caputo arte e libertà”

    Realizzato in occasione della mostra allestita presso la Sala Rubicone, Magazzini del Sale-Torre, dal 2 al 10 agosto 2025, è consultabile anche online il catalogo completo, che presenta le opere esposte (figure, paesaggi e nature morte), unitamente ad importanti contributi critici e ricordi.

    Fai clic sull’immagine per sfogliare il catalogo online

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  • Caputo partecipa alla mostra collettiva “A colpi di pennello” 

    Caputo partecipa alla mostra collettiva “A colpi di pennello” 


    Organizzata dalla Pro Loco Decimana con diverse collaborazioni, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, la mostra è in programma dal 16 al 23 novembre 2025 a S.Pietro in Vincoli (RA), presso la Sala della Circoscrizione, in Via Pistocchi 41/A (Lunedì-Sabato 9/12.30 – Domenica 15.30/18 – Ingresso libero).

    Per il programma dettagliato consultare il volantino allegato

    La bellezza che resiste

    In questa giornata contro la violenza sulle donne, l’immagine parla attraverso la bellezza ruvida e coraggiosa dei fiori che sopravvivono.
    Non sono fiori perfetti, ma creature del vento, segnate dal tempo eppure tenaci, radicate nella terra della resistenza.
    L’arte vera non descrive, evoca. Non consola, interroga.
    Così questi fiori disarmonici raccontano che anche la fragilità può farsi forza, che la bellezza può nascere dal dolore senza esserne prigioniera. Ogni donna che resiste è già opera d’arte: promessa di rinascita, luce che continua a fiorire nonostante tutto.

    A conclusione della mostra collettiva “A colpi di pennello – Speranza di libertà”, si ringraziano l’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, la Pro Loco Decimana di San Pietro in Vincoli, Linea Rosa Ravenna, il gruppo “Una panchina per Elisa” e tutte le altre associazioni coinvolte. Un particolare ringraziamento a Flavia Maroncelli e Elvia Minghetti per l’organizzazione, l’allestimento e per aver avuto l’opportunità di esporre un’opera di Caputo per un nobile intento. Ringrazio anche Elisa di “Non solo dolci”, creatrice delle splendide e deliziose scarpine rosse. Ringrazio il prof. Ennio Rossi, autore del testo che accompagna l’opera esposta. Prossimamente, alcuni contenuti della mostra saranno pubblicati sul sito http://www.inArteCaputo.com    Ringrazio Adamo Antonellini (DADO comunicazione Ravenna) per questo e per la preziosa consulenza.

    RASSEGNA STAMPA:


  • “Caputo, arte e libertà. L’essenza del gesto creativo”. Testimonianze e documenti

    “Caputo, arte e libertà. L’essenza del gesto creativo”. Testimonianze e documenti

    … in attesa, vivendo un miscuglio di emozioni…

    La mostra “Caputo, arte e libertà. L’essenza del gesto creativo” ha ottenuto un notevole apprezzamento da parte dei numerosi visitatori, spalmati nelle nove serate (oltre una cinquantina, in media, per serata). Ringrazio i visitatori, il Sindaco, il Vice Sindaco, l’Assessore alla Cultura del Comune di Cervia, che hanno dedicato un po’ del loro tempo a visitarla. Ringrazio Paolo Trioschi dello staff Mostre temporanee ed Eventi del MAR di Ravenna per la presenza, molto gradita.  Un grande grazie all’Associazione Culturale Menocchio per la concessione della splendida Sala Rubicone, a tutte le associazioni e gruppi che hanno partecipato, a Francesco Benazzi del Gruppo Fotografico Cervese per le foto e a tutti coloro che mi hanno aiutato in vari modi. Grazie a Stefano e Monia della Lapis Tipografia Creativa per lo splendido libro dediche e le apprezzatissime cartoline.

    La “pittura d’emozione” di Caputo è stata esaltata dalla competenza del professionista della comunicazione Adamo Antonellini,  titolare di DADO comunicazione Ravenna che, con grande abilità, ha completato e perfezionato la videoproiezione: di grande impatto le foto di momenti di vita dell’artista e di opere, alcune presenti in sala, altre no, accompagnate da sottofondo musicale adeguato.  Sia nella videoproiezione, sia in sala, si potevano ammirare opere realizzate in tempi diversi: dalle rappresentazioni della madre e della sorella (presenti in sala) degli anni 1962 e 1965, ai dipinti più recenti, fino all’ultima opera realizzata nel gennaio/febbraio 2020, a novantanove anni suonati, dal titolo “Un celeste richiamo”. Adamo ha anche realizzato i bellissimi e apprezzatissimi pannelli esplicativi della vita e dell’opera di Caputo, a pieno titolo parti integranti dell’esposizione. Anche i pannelli, oltre a contenere i testi, rappresentavano foto di momenti di vita dell’artista e di opere realizzate su diversi supporti. Tutta la produzione, in visione o in foto, ha come tematica ritratti, fiori e paesaggi. Non dipinti, ma “pastrocchiati”. Come scrive Eugenio Fusignani nel suo “Ricordo di Caputo”, inserito nel catalogo del 2021, “(…) E la malinconia dei tratti e delle tinte avvolge chi le guarda, facendo sentire tutta la forza di quest’uomo piccolo e apparentemente fragile, ma potentissimo nel trasmettere i suoi sentimenti positivi e modesto e umile, come si evinceva anche da quel suo ripetere spesso Io non dipingo, a pastroč cun al dida (…)”.     In occasione della mostra, è stato realizzato un nuovo catalogo, curato da Giovanna Pirini, pronipote di Caputo, e da Adamo Antonellini, che è anche il curatore del sito web e autore di un bellissimo contributo in cui evidenzia come la poetica diretta di Caputo sia una verità narrata a tinte forti. Ad Adamo un ringraziamento davvero molto particolare. 

    Un grandissimo grazie al prof. Ennio Rossi per la consulenza artistica, le bellissime letture critiche e l’allestimento della mostra. Ennio è anche l’autore degli stampati che introducono le singole sezioni della mostra, contenuti all’interno del nuovo catalogo, sfogliabile online su questo sito.

    Grazie, davvero, a tutti! 

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    L’arte e il mercato: nutrimento o simulacro?

    di Ennio Rossi

    In ogni epoca, l’arte ha cercato di rispondere a un bisogno profondo dell’essere umano: dare forma all’invisibile, esprimere l’indicibile, mettere in comune emozioni, visioni e interrogativi. Era, ed è tuttora, un linguaggio universale capace di parlare all’anima, non soltanto all’intelletto. Ma quando il valore simbolico dell’opera viene oscurato da quello finanziario, l’arte rischia di perdere la sua funzione originaria per diventare un semplice oggetto di transazione.

    Il mercato dell’arte contemporanea ci offre un paradosso evidente: opere nate per interrogare, provocare, elevare, vengono oggi chiuse in caveau, vendute come azioni, collezionate non per affinità ma per rendita. In questo scenario, l’opera non è più un ponte tra le coscienze, ma un asset. Non più un nutrimento, ma una merce. È come se la linfa vitale dell’arte venisse estratta e imbottigliata per la sola élite capace di permettersela, lasciando alla collettività solo copie, immagini o souvenir.

    Non è in discussione il diritto dell’artista a vivere del proprio lavoro, né la legittimità di attribuire un valore economico a un’opera. Il problema nasce quando il valore simbolico viene sostituito, anziché accompagnato, da quello di mercato. Quando il prezzo diventa l’unica metrica per determinare l’importanza di un’opera, si crea una frattura: tra arte e società, tra artista e pubblico, tra creazione e fruizione.

    L’arte, per restare viva, deve poter circolare: non solo nei musei o nelle gallerie, ma nelle scuole, nelle strade, nei luoghi dove si formano le coscienze. Deve tornare ad essere esperienza condivisa, gesto collettivo, parola che risuona dentro e fuori dal mercato. Perché un’opera chiusa in una cassaforte è come un libro mai letto, una musica mai ascoltata: esiste, ma non agisce.

    Recuperare il valore culturale e sociale dell’arte non significa demonizzare il mercato, ma riconoscerne i limiti. L’arte può anche valere milioni, ma il suo vero valore si misura in ciò che trasmette, in quanto riesce a smuovere, trasformare, unire.

    In un mondo sempre più affamato di senso, l’arte può essere ancora pane. Ma solo se la lasciamo nutrire, se la riportiamo nei luoghi della relazione, della riflessione e della libertà. Recentemente, una mostra dal titolo “Arte e libertà: l’essenza del gesto creativo” ha riportato l’attenzione proprio su questo nodo fondamentale: l’arte come spazio libero, come gesto che non obbedisce alla logica del profitto, ma a quella più profonda dell’espressione e del legame umano.

    Forse è proprio lì che risiede ancora oggi la sua forza: nella possibilità di restare un gesto necessario, autentico, non omologabile. Perché ciò che rende l’arte viva non è la sua quotazione, ma la sua capacità di liberarci. E di ricordarci che il nostro valore non si misura da ciò che possediamo, ma da ciò che sappiamo generare: significato, relazioni, pensiero, libertà. Dalla ricchezza interiore che coltiviamo e condividiamo.

     

    MANIFESTO-LOCANDINA, LIBRO DEDICHE E CARTOLINE:

    VERITA’ A TINTE FORTI
    di Giovanna Pirini
    Testo pubblicato nel Bollettino dell’Associazione Culturale Castiglione “Umberto Foschi” nr. 193 –
    Anno XXVII ottobre – novembre – dicembre 2025

    “(…) L’arte, per restare viva, deve poter circolare: non solo nei musei o nelle gallerie,
    ma nelle scuole, nelle strade, nei luoghi dove si formano le coscienze. Deve tornare
    ad essere esperienza condivisa, gesto collettivo, parola che risuona dentro e fuori
    dal mercato. Perché un’opera chiusa in una cassaforte è come un libro mai letto,
    una musica mai ascoltata: esiste, ma non agisce.
    Recuperare il valore culturale e sociale dell’arte non significa demonizzare il
    mercato, ma riconoscerne i limiti. L’arte può anche valere milioni, ma il suo vero
    valore si misura in ciò che trasmette, in quanto riesce a smuovere, trasformare,
    unire.
    In un mondo sempre più affamato di senso, l’arte può essere ancora pane. Ma solo
    se la lasciamo nutrire, se la riportiamo nei luoghi della relazione, della riflessione e
    della libertà. Recentemente, una mostra dal titolo Arte e libertà: l’essenza del gesto
    creativo ha riportato l’attenzione proprio su questo nodo fondamentale: l’arte come
    spazio libero, come gesto che non obbedisce alla logica del profitto, ma a quella più
    profonda dell’espressione e del legame umano.
    Forse è proprio lì che risiede ancora oggi la sua forza: nella possibilità di restare un
    gesto necessario, autentico, non omologabile. Perché ciò che rende l’arte viva non è
    la sua quotazione, ma la sua capacità di liberarci. E di ricordarci che il nostro valore
    non si misura da ciò che possediamo, ma da ciò che sappiamo generare: significato,
    relazioni, pensiero, libertà. Dalla ricchezza interiore che coltiviamo e condividiamo.”
    Così si esprime il prof. Ennio Rossi, che ha curato la consulenza artistica, le splendide
    letture critiche e l’allestimento della mostra “Caputo, arte e libertà. L’essenza del
    gesto creativo” presso la Sala Rubicone – Magazzini del Sale Torre di Cervia. Dal 2 al
    10 agosto 2025, infatti, con notevole apprezzamento dei numerosi visitatori, è stata
    allestita un’esposizione di quarantacinque opere (delle quali una ventina mai
    esposte prima d’ora) del pittore castiglionese Caputo (Augusto Ponti, all’anagrafe),
    già socio onorario dell’Associazione Culturale Castiglionese “Umberto Foschi”, che
    ha compartecipato all’iniziativa. In sala si distinguevano le tre sezioni raccontate
    dall’artista: i ritratti, i fiori e i paesaggi, ciascuna delle quali era introdotta da una
    lettura critica del prof. Ennio Rossi. “(…) Per Caputo, il ritratto è un viaggio interiore.

    La sua composizione, essenziale e solitamente frontale, non si limita alla somiglianza
    fisica: scava nell’anima, rivelando dubbi e identità (…) I suoi dipinti non si limitano a
    rappresentare, ma raccontano, evocano, svelano frammenti di un’anima in perenne
    dialogo con il mondo e con se stessa.” “(…) Caputo non si limita a dipingere fiori, ma
    ne restituisce il respiro vitale, la tensione esistenziale (…) Per Caputo, la bellezza non
    è mai mero ornamento, ma necessità espressiva. (…) Nei suoi rossi arde la passione,
    nei blu si sedimenta la memoria, nei bianchi vibra la luce: una luce che non si limita a
    illuminare, ma svela e trasfigura.” “Caputo non si limita a dipingere la natura: la
    vive. Nei suoi quadri il paesaggio non è una semplice veduta, ma un’emozione che
    prende forma attraverso il colore e la luce. Non cerca la riproduzione fedele della
    realtà, ma la verità interiore delle cose (…) Nei suoi dipinti si avverte il peso della
    memoria, dell’esperienza vissuta. La guerra, la sofferenza, le emozioni affiorano nei
    tratti, nelle scelte cromatiche, nella tensione della composizione (…) Osservare un
    suo quadro significa fermarsi, guardare con attenzione. Non basta vedere: bisogna
    sentire. (…)”
    La “pittura d’emozione” di Caputo è stata esaltata dalla competenza del
    professionista della comunicazione Adamo Antonellini, che ha completato e
    perfezionato la videoproiezione: di grande impatto le foto di momenti di vita
    dell’artista e di opere, alcune presenti in sala, altre no, accompagnate da sottofondo
    musicale adeguato. Sia nella videoproiezione, sia in sala, si potevano ammirare
    opere realizzate in tempi diversi: dalle rappresentazioni della madre e della sorella
    (presenti in sala) degli anni 1962 e 1965, ai dipinti più recenti, fino all’ultima opera
    realizzata nel gennaio/febbraio 2020, a novantanove anni suonati, dal titolo “Un
    celeste richiamo”. Adamo ha anche realizzato i bellissimi e apprezzatissimi pannelli
    esplicativi della vita e dell’opera di Caputo, a pieno titolo parti integranti
    dell’esposizione. Anche i pannelli, oltre a contenere i testi, rappresentavano foto di
    momenti di vita dell’artista e di opere realizzate su diversi supporti. Tutta la
    produzione, in visione o in foto, ha come tematica ritratti, fiori e paesaggi. Non
    dipinti, ma “pastrocchiati”. Come scrive Eugenio Fusignani nel suo “Ricordo di
    Caputo”, inserito nel catalogo del 2021, “(…) E la malinconia dei tratti e delle tinte
    avvolge chi le guarda, facendo sentire tutta la forza di quest’uomo piccolo e
    apparentemente fragile, ma potentissimo nel trasmettere i suoi sentimenti positivi e
    modesto e umile, come si evinceva anche da quel suo ripetere spesso Io non
    dipingo, a pastroč cun al dida (…)”. In occasione della mostra, è stato realizzato
    un nuovo catalogo, curato da Giovanna Pirini, pronipote di Caputo, e da Adamo
    Antonellini, che è anche il curatore del sito web e autore di un bellissimo contributo
    in cui evidenzia come la poetica diretta di Caputo sia una verità narrata a tinte forti.

    RASSEGNA STAMPA:

    ON-LINE IL VIDEO DI PRESENTAZIONE A CURA DI MATTEO SBRIGHI:

    https://www.facebook.com/share/v/1HqAKZpmSw/

    Online il catalogo della mostra “Caputo arte e libertà”

    Realizzato in occasione della mostra allestita presso la Sala Rubicone, Magazzini del Sale-Torre, dal 2 al 10 agosto 2025, è consultabile anche online il catalogo completo, che presenta le opere esposte (figure, paesaggi e nature morte), unitamente ad importanti contributi critici e ricordi.

    Fai clic sull’immagine per sfogliare il catalogo online

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  • Ai Magazzini del Sale di Cervia una nuova personale di Caputo

    Ai Magazzini del Sale di Cervia una nuova personale di Caputo

    A circa tre anni e mezzo dalla prima mostra personale dopo la sua scomparsa, torna a Cervia un’esposizione della produzione artistica del pittore Caputo. 

    Si tratta di una selezione di quarantacinque opere, di cui una ventina mai esposte prima d’ora, diverse realizzate nei primi anni della sua attività, altre negli ultimi mesi di vita. In sala, alcuni “supplementi” arricchiranno il contesto e entreranno a far parte integrante dell’esposizione.  

    Alla mostra di pittura “Caputo, arte e libertà. L’essenza del gesto creativo”, realizzata in collaborazione con diversi gruppi e associazioni del territorio,è statoconcesso il patrocinio del Comune di Cervia.

    La mostra sarà allestita presso la Sala Rubicone, Magazzini del Sale-Torre, dal 2 al 10 agosto 2025, e sarà visitabile tutti i giorni, dalle ore 19.00 alle ore 23.30, con ingresso libero. L’inaugurazione è prevista per sabato 2 agosto, alle ore 18.00  

    Info: pirinigiovanna@gmail.com  – tel: 339 6167298

  • Un gallo di Caputo per il logo della Nuova Pro Loco di Castiglione di Cervia 

    Un gallo di Caputo per il logo della Nuova Pro Loco di Castiglione di Cervia 

    Un grande onore per Caputo! “Gallo su teggia romagnola” sarà il logo della Nuova Pro Loco di Castiglione di Cervia (RA).  GRAZIE!

  • “Orfani” di Caputo “Nell’ombra di una panchina rossa” 

    “Orfani” di Caputo “Nell’ombra di una panchina rossa” 

    “Nell’ombra di una panchina rossa” è il titolo della mostra d’arte collettiva allestita dal 19 al 22 dicembre presso il Centro civico di Glorie in memoria di Elisa Bravi nel quinto anniversario della sua morte. A cura del gruppo “Una panchina per Elisa” con il Consiglio di Zona di Glorie. Inaugurazione giovedì 19 dicembre ore 18. La mostra si potrà visitare poi il 21 e 22 dicembre dalle 15 alle 18.30.

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  • “Credevano fosse amore”: Caputo alla mostra collettiva

    “Credevano fosse amore”: Caputo alla mostra collettiva

    Dal 23 novembre al 5 dicembre 2024, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, presso la saletta di Via degli Ariani, 4/A a Ravenna, sarà allestita una mostra collettiva di artisti vari, provenienti anche da fuori regione. Ho accettato con piacere l’invito dell’amica Flavia e del gruppo “Una panchina per Elisa” (in ricordo del femminicidio di Elisa Bravi, nel ravennate) anche perché Caputo aveva mostrato particolare sensibilità e vicinanza nei confronti di questa tragedia. L’opera “Orfani” parteciperà, quindi, a questa singolare mostra, che verrà inaugurata sabato 23 novembre, alle ore 16.00, a cui siete tutti invitati (ingresso gratuito, sia il 23, sia ciascun altro giorno); apertura dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

    Davvero tantissimi i visitatori della mostra “Credevano fosse amore” in centro a Ravenna, un progetto del gruppo “Una panchina per Elisa”, in collaborazione con il Comune di Ravenna e inserito nel calendario della Rassegna contro la violenza sulle donne.

     “Orfani” di Caputo era fra le sessantaquattro opere esposte, caratterizzate da tecniche ed espressioni artistiche di vario tipo, i cui autori sono/erano emiliano-romagnoli e piemontesi. 

    La prima parte della mostra raffigura il momento in cui l’amore si manifesta nei piccoli gesti, negli sguardi attenti, nelle carezze inattese, nell’andare a spasso insieme con passo leggero, nella presenza silenziosa che dice più di mille parole. 

    Seguono rappresentazioni in cui il ricordo dell’amore è solo un pensiero gelato, un sentimento che ha infiammato il cuore e di cui adesso non si sente più il calore: la delusione si fa rabbia e a volte degenera.

    Nell’ultima parte si delineano quadri malinconici e struggenti, ma pieni di sfumature e luce. La vita passa, i ricordi restano e nessuno potrà mai cancellarli. Rimane la speranza che le vittime abbiano trovato pace e serenità nella loro attuale dimensione.

    E’ doveroso ringraziare tutti i visitatori anche per l’apprezzamento delle opere e del valore dell’iniziativa. 

    Il merito dell’evento va a Flavia Maroncelli, a Elvia Minghetti e ai componenti del gruppo “Una panchina per Elisa”, che hanno organizzato e curato l’iniziativa nei minimi dettagli. Un doveroso ringraziamento anche a: Comune di Ravenna, Villaggio Globale Ravenna, Lions Club Ravenna Dante Alighieri, Linea Rosa, le Benemerite dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri e a Federica e Mirko Venturelli. 

    RASSEGNA STAMPA:

  • Caputo ospite di “Piazza l’arte” 

    Caputo ospite di “Piazza l’arte” 


    Un invito inaspettato … e una giornata ricca di stimoli quella di domenica 6 ottobre 2024: grazie davvero a Flavia Maroncelli e allo staff della Pro Loco Decimana APS per l’iniziativa denominata PIAZZA L’ARTE a San Pietro in Vincoli, che ha ospitato qualche opera di Caputo. Il catalogo, il calendario 2024 de La Cassa di Ravenna S.p.A. e la rivista mensile VIVERE COUNTRY – mese di ottobre 2024, che vedono come protagonista Caputo, sia pur con diverse modalità, hanno suscitato molto interesse tra le numerose persone presenti all’evento. Ancora grazie a tutti per l’opportunità! 


  • Caputo “sulle tracce di Umberto Foschi” 

    Caputo “sulle tracce di Umberto Foschi” 

    A Ravenna, in piazza del Popolo, nello spazio del Private Banking de La Cassa di Ravenna S.p.A. (vetrine ex Bubani) è allestita dal 2 ottobre l’esposizione “Sulle tracce di Umberto Foschi”, realizzata in collaborazione con Associazione Culturale Castiglionese “Umberto Foschi”, Associazione Culturale Casa delle Aie Cervia, Comune di Cervia, Cantoni antiquariato Ravenna (Guido ed Elisa Cantoni), dott. Franco Gàbici, famiglia Battistini (ristorante Casa delle Aie Cervia), prof. Giuliano Giuliani, dott. Renato Lombardi, Sauro Mambelli, prof. Ennio Rossi e Tribunato di Romagna. La vetrina è visibile ad ogni ora (di sera, meglio non oltre le 21.45 circa) fino a martedì 15 ottobre 2024.

    Foto Giampiero Corelli

    Fra le varie tracce di Foschi figurano anche la recensione a Caputo e un suo breve stralcio usato a mo’ di lettura critica sul calendario artistico del 2024 (“Mazzo di fiori” mese di marzo), insieme con le opere “Introspezione in blu” e “Autunno”.


    Ringrazio i numerosissimi visitatori della mostra SULLE TRACCE DI UMBERTO FOSCHI, ospitata all’interno del bellissimo spazio espositivo del “Private Banking” de La Cassa di Ravenna S.p.A.  Un particolare ringraziamento al dott. Antonio Patuelli, a Lino Venturi (che ha allestito la vetrina, con Giovanna Pirini e Guido Cantoni), a Giorgio Sarti che, da anni, valorizzano le storie e i personaggi di Ravenna, e non solo, unitamente allo staff de La Cassa coinvolto nell’iniziativa. Un grande grazie al dott. Renato Lombardi e all’associazione culturale Casa delle Aie Cervia, all’associazione culturale castiglionese Umberto Foschi, al prof. Ennio Rossi, che ha curato “la cornice digitale” con i mobili d’epoca di casa Foschi, le cui foto sono state messe a disposizione dall’antiquario restauratore Guido Cantoni, amico personale del professore. A Guido e alla figlia Elisa, infiniti ringraziamenti. Lo splendido ritratto del professore, di proprietà dell’associazione Casa delle Aie Cervia, appeso ad una parete della Sala Soci nel ristorante omonimo, è stato gentilmente prestato per l’occasione dalla famiglia Battistini, che ringrazio per la disponibilità. Ringrazio Sauro Mambelli per il prestito di alcuni libri e il Tribunato di Romagna che, con diversi oggetti, ha testimoniato l’affiliazione del professore. Sulle tracce di Umberto Foschi figura anche Caputo, che ha avuto l’onore di essere amico del professore, dal quale era stimato, ricevendo  una gradita recensione nel lontano 1975. Ringrazio la Biblioteca Comunale di Cervia per aver prestato alcuni oggetti personali del professore e l’artista Giuliano Giuliani per il ritratto da lui realizzato e firmato. Un sentito ringraziamento al dott. Franco Gàbici per la consulenza e l’articolo dedicato all’iniziativa. Ringrazio anche la stampa locale, cartacea e non, per l’attenzione dedicata all’evento. 

    RASSEGNA STAMPA:

  • Caputo in vetrina sulle pagine di “Vivere Country”

    Caputo in vetrina sulle pagine di “Vivere Country”

    “Vivere Country” è la più amata testata italiana dedicata all’arredamento di campagna, in edicola dall’ormai lontano 2005. Protagonisti di questa rivista sono materiali naturali e ambienti rustici, perfetti per chi ama uno stile di vita sostenibile e tra le sue pagine si possono trovare tante idee di stile per arredare con originalità la propria casa ma anche consigli sul verde e suggerimenti di recupero. Sul numero 176, attualmente in edicola, uno dei servizi principali, dal titolo “Incontri d’arte a due passi dal mare”, racconta “una dimora in continuo divenire — come si legge nel sottotitolo — nelle campagne di Cervia. Da fatiscente “casermone” a “casa degli scultori”, dove qualsiasi cosa porta la firma di Margherita e famiglia. Ad eccezione dei paesaggi e dei ritratti di un ospite speciale”.

    Quello speciale “intruso” è proprio Caputo, del quale numerose opere sono state collocate nei vari ambienti della casa in occasione del set fotografico, grazie alla straordinaria disponibilità della padrona di casa, l’amica Margherita, a cui va un sentitissimo ringraziamento, così come all’autore del servizio, nonché curatore di questo sito, Adamo Antonellini, e a Francesco Benazzi del Gruppo Fotografico Cervese che, fra i vari impegni, ha trovato il tempo di realizzare il servizio fotografico di interni ed esterni che si può ammirare nelle ben 12 pagine dell’articolo.

    “Se non fosse stato per Caputo — si legge nell’incipit — non avremmo di certo avuto l’opportunità di visitare la casa di Margherita, una dimora immersa nella campagna a ridosso delle spiagge di Cervia, costruita nel 1874, che dopo alterne vicissitudini e diversi anni di abbandono è tornata a nuova vita all’inizio degli anni Novanta”. Per approfondire i dettagli di questa storia e, soprattutto, per ammirare le meravigliose soluzioni artistiche e creative che caratterizzano la dimora, dove spiccano anche splendidi riferimenti al teatro di figura — in particolare, i fantastici burattini che Margherita realizza — e per apprezzare le opere di Caputo in una cornice originale e insolita, l’invito è ad andare in edicola (opera meritoria a prescindere, date le enormi difficoltà che le riviste “tradizionali” vivono ormai da anni, con la diffusione di Internet, tanto da essere a rischio di estinzione). Intanto, ne pubblichiamo un piccolo assaggio…

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